Entra nei miei mondi
Questo è il luogo dove vivono le mie storie.
Dal Dark Romance al Romance Sport, dal Thriller all’Urban Fantasy, ogni romanzo nasce per farti sentire qualcosa di vero.
Amori tormentati, scelte difficili, segreti che bruciano.
Qui non si legge soltanto. Si vive. Eccovi alcuni estratti.

La Mia Scommessa Sei Tu
«Carrie?», la chiamo, ma non si volta. «Carrie?», ripeto chiudendo la mia mano attorno al suo polso, una scarica elettrica mi attraversa quando sento la sua pelle a contatto con la mia che inizia a prendere fuoco. «Cosa fai qui?», batto più volte le palpebre per accertarmi che non scompaia ai miei occhi. «Non dovevo venire», mi strattona per liberarsi, e come le porte dell’ascensore si aprono, la spingo dentro con tutto il peso del mio corpo che la schiaccia contro lo specchio che riflette la nostra immagine più incasinata di sempre.
«Non scappare anche ora. Porca puttana, dimmi perché sei qui?», tuono, premendo la fronte contro la sua, respiro la sua aria, la sento scorrermi dentro, fondersi a me, creando qualcosa che nessuno potrebbe mai spezzare. Dimmi perché sei venuta Carrie. Dimmi perché mi insegui senza mai raggiungermi. Dimmi perché io voglio dimenticarti, ma tu sei sempre qui davanti a me, per ricordarmi che potrò amare solo una persona, te. Dimmelo. «Sono venuta per questa», si scosta appena, infila la mano tremante nella borsa, e la tira fuori chiusa a pugno. Prende la mia e la apre, sul palmo atterra in un tonfo che fende lo spazio che ci circonda, la chiave che le avevo dato, flutto lo sguardo da quell’oggetto a lei. «Cosa significa?», chiedo, e rotto dentro mi guardo riflesso nei suoi occhi nei quali vedo tutte le volte in cui sono morto e rinato, e mi chiedo che cosa succederà adesso. «Quale altro pezzo di me sei venuta a prenderti?», sibilo fra i denti, intrappolandola fra le mie braccia. «Te, Logan, sono venuta a prendermi tè».

Penitenza
Quando rimasi sola, l’aria mi sembrò improvvisamente più pesante. Mi accasciai contro lo scaffale più vicino. Il respiro corto. Il cuore a mille. Chi era davvero Ares Crowford? Il ragazzo con le mani tremanti e lo sguardo perso nel buio? Quello che aveva dormito sotto i miei occhi, graffiato, ferito, umano? O il demone che Lux mi aveva appena descritto? La risposta non arrivò. E forse… perché avevo paura di conoscerla. Eppure… io la vedevo, la maschera. La indossava con rabbia, con precisione. Come un’armatura fatta di silenzi e disprezzo. Ma non era reale. Non del tutto. Sotto quella facciata perfetta c’era una crepa. Una frattura. Una luce. Piccola. Oscura. Ma così intensa da farmi bruciare dentro. E io… io ero la sua falena. Attratta da quel bagliore che cercava disperatamente di spegnere, senza riuscirci.

Beast
Usciamo in giardino attraverso una grande porta a vetri, dove una piscina ricopre quasi l’intero perimetro, ma non è questo a farmi spalancare la bocca per la sorpresa. No, è il ragazzo che esce fuori dall’acqua scuotendo la testa e facendo brillare come piccoli cristalli le goccioline illuminate dal sole. «Asher, ti avevo chiesto di renderti presentabile». Non è vero. Non sta succedendo davvero. È solo un brutto incubo. «Scusami, ho fatto il massimo per esaudire le tue richieste, papà», scandisce facendo schioccare la lingua contro il palato, poi prende l’asciugamano da una delle sdraio in rattan a bordo piscina e il suo sguardo si schianta nel mio, con un intensità tale da farmi retrocedere di un passo, come se mi avesse spinta. Asher abbozza un ghigno che mi fa tremare le ginocchia e attorcigliare lo stomaco su sé stesso mentre avanza verso di me. I capelli di un nero corvino spettinati in tutte le direzioni, gli occhi di un denso blu cobalto e una cascata di muscoli che mettono in evidenza la miriade di tatuaggi che ricoprono gran parte del suo corpo. «Lei è Camille», prosegue Tom, «puoi continuare tu a farle vedere la casa?», aggiunge. «Ma certo, sarà un vero piacere», replica lui, lasciando che il suo sguardo famelico e letale mi percorra da capo a piedi. «Piccolo il mondo, non è vero?», commenta Asher non appena i nostri genitori ci lasciano soli. «Io… io non ci posso credere», balbetto in preda al panico. «A cosa di preciso, Baby Doll? Ah sì, forse ti riferisci al fatto che io, il tuo futuro fratellastro, sia lo stesso che ti ha tolto la verginità sei mesi fa», replica sorridendo in modo beffardo, mentre io stento ancora a credere che tutto questo sia reale, che lui lo sia. Asher Reed, il ragazzo che mi ha spezzato il cuore nel peggior modo possibile.

Remember Me
Forse sentiva anche lei la crepa sotto i miei piedi. Forse sapeva che stavo per frantumarmi. La bottiglia girò. Un suono secco, freddo. Girava. Girava. Come una lama che decide dove colpire. Come un destino che non puoi fermare. E poi si fermò. Puntava verso di lui. Blake. Cara sorrise. Quel sorriso. Quello che usava quando voleva vincere. Quando voleva distruggere. Si alzò. Fece un passo avanti. Tese la mano. Io pregai. Non so chi. Ma pregai. Che lui la ignorasse. Che si alzasse e uscisse da quella stanza. Che mi trovasse. Che si ricordasse. Che mi vedesse. E invece… Blake la prese. Le dita si intrecciarono. E io sentii il mondo ribaltarsi. Il tempo rallentò, o forse fui io a smettere di vivere. Lui si alzò. La attirò a sé. E la baciò. Non era un bacio qualsiasi. Non un gioco. Non un errore. Era un bacio pieno. Sporco. Reale. Di quelli che continuavano a far rumore, anche quando tutto il resto taceva. Di quelli che ti tolgono l’ossigeno. Anche se non sei tu a riceverli. E io lo sentii. Il mio cuore. Farsi a pezzi. Spezzarsi in un milione di frammenti. Taglienti. Violenti. Letali. E ognuno di quei pezzi… si conficcò nell’anima.